In quarant’anni di consulenza abbiamo visto poche aziende sanzionate perché non avevano mai fatto formazione, e molte perché l’avevano fatta bene una volta e poi dimenticata. Gli attestati scadono, le persone cambiano mansione, arrivano macchine nuove, e il fascicolo della sicurezza resta fermo all’anno dell’apertura. Questa guida distingue i due tipi di scadenza che esistono, mette in ordine le periodicità e spiega come costruire uno scadenzario che regge a un controllo.
Due tipi di scadenza: a calendario e a evento
La scadenza a calendario è quella che tutti conoscono: passati tanti anni dall’attestato, serve l’aggiornamento. La scadenza a evento è meno nota ma altrettanto vincolante. L’articolo 37 del D.Lgs. 81/2008 impone di ripetere o integrare la formazione quando il lavoratore cambia mansione, quando viene trasferito in un reparto con rischi diversi, quando entrano in azienda nuove attrezzature, sostanze o tecnologie. In questi casi non conta che l’attestato sia ancora “in corso di validità”: la formazione va fatta comunque, e va fatta prima di esporre la persona al nuovo rischio.
Esempio tipico: un’officina compra la prima piattaforma elevabile. L’operaio che la userà ha l’attestato da lavoratore rischio alto valido fino al 2028, ma senza l’abilitazione dell’Accordo 2012 non può salirci. Stessa logica per l’impiegata che passa dall’ufficio al banco di vendita con movimentazione di carichi.
Il calendario delle periodicità
Invece di ragionare corso per corso, conviene ragionare per ritmo: che cosa torna ogni anno, ogni due, ogni tre, ogni cinque.
| Periodicità | Corsi | Durata dell’aggiornamento | Riferimento |
|---|---|---|---|
| Ogni anno | RLS | 4 ore (aziende da 15 a 50 lavoratori) o 8 ore (oltre 50) | Art. 37 D.Lgs. 81/08 |
| Ogni 2 anni | Preposto | Secondo il nuovo Accordo 2025 (verifica il testo aggiornato) | Art. 37; Accordo 17 aprile 2025 |
| Ogni 3 anni | Addetti primo soccorso | 6 ore (gruppo A) o 4 ore (gruppi B e C) | D.M. 388/2003 |
| Ogni 5 anni | Lavoratori | 6 ore | Accordo 21 dicembre 2011 |
| Ogni 5 anni | Dirigenti | 6 ore | Accordo 2011 e Accordo 2025 |
| Ogni 5 anni | Datore di lavoro RSPP | 6, 10 o 14 ore secondo il rischio | Accordo 7 luglio 2016 |
| Ogni 5 anni | Addetti antincendio | Secondo il livello di rischio 1, 2 o 3 | D.M. 2 settembre 2021 |
| Ogni 5 anni | Abilitazioni attrezzature | Modulo di aggiornamento per ciascuna attrezzatura | Accordo 22 febbraio 2012 |
Il corso da 16 ore del datore di lavoro introdotto dall’Accordo 2025 avrà a sua volta una periodicità di aggiornamento: verifica il testo aggiornato. Per il quadro completo degli Accordi leggi la guida pratica sull’Accordo Stato-Regioni.
Come costruire lo scadenzario
Non serve un software: basta una tabella con una riga per persona e per corso. Le colonne che non devono mancare sono nome, ruolo (lavoratore, preposto, addetto antincendio…), corso, data dell’attestato, scadenza, ente che lo ha rilasciato e una colonna note per gli eventi (cambio mansione, nuova macchina). Chi segue più aziende come consulente tiene una tabella per cliente e la rivede con il datore di lavoro una volta all’anno, di solito insieme alla riunione periodica dove è prevista.
Un anno tipo per un’officina di quindici persone: a gennaio l’aggiornamento annuale del RLS, in primavera il rinnovo triennale dei due addetti al primo soccorso, in autunno le 6 ore di aggiornamento per il gruppo di operai assunti cinque anni prima, più il corso per i due nuovi ingressi entro 60 giorni dall’assunzione.
Che cosa succede in un controllo
La sequenza è quasi sempre la stessa: l’ispettore chiede l’elenco del personale con le mansioni, poi gli attestati, poi confronta le date. Le incongruenze che emergono più spesso sono tre: attestato del corso base con data successiva di molti mesi all’assunzione; aggiornamento presente ma corso base mai fatto (l’aggiornamento non sostituisce il corso iniziale); attestato antincendio di un livello inferiore rispetto a quello che risulta dal DVR o dal piano di emergenza. In questi casi arriva una prescrizione con un termine per regolarizzare, oltre alla sanzione prevista.
Gli errori più comuni
- Contare la scadenza dalla data di iscrizione al corso invece che dalla data dell’attestato.
- Rinnovare l’aggiornamento e dimenticare che le nomine (addetti, preposti) vanno riviste quando le persone cambiano.
- Formare i nuovi assunti “in blocco” una volta all’anno, superando i 60 giorni.
- Non aggiornare la formazione dopo un cambio di ragione sociale con cambio di attività e di livello di rischio.
- Tenere gli attestati solo in formato cartaceo in un unico raccoglitore che nessuno trova al momento del controllo.
Anche i documenti hanno le loro scadenze
Il DVR non ha una data di scadenza fissa, ma l’articolo 29 impone di rielaborarlo quando cambiano processo, organizzazione, attrezzature o dopo infortuni significativi: un DVR fermo a cinque anni prima, con macchinari che non ci sono più, è uno dei rilievi più frequenti. Il DUVRI va rifatto a ogni nuovo appalto e il POS a ogni nuovo cantiere. Ne parliamo nella guida su cosa deve esserci in azienda secondo il Testo Unico.
HACCP: la scadenza la decide la Regione
Per l’igiene alimentare non esiste una periodicità nazionale. Il Regolamento CE 852/2004 impone che il personale sia formato, ma durata e rinnovo sono fissati dalle norme regionali e cambiano da territorio a territorio. Prima di programmare gli aggiornamenti HACCP controlla la regola della Regione dove si trova il locale.
Domande frequenti
Se faccio l’aggiornamento un anno prima della scadenza, perdo un anno?
Il nuovo ciclo parte dalla data del nuovo attestato, quindi in termini di calendario sì. Spesso conviene comunque, per allineare tutto il personale a una stessa data.
Un lavoratore rientra dopo tre anni di aspettativa: l’attestato è ancora buono?
Se non è scaduto resta valido, ma il rientro è un tipico “evento”: se nel frattempo sono cambiate attrezzature o procedure va fatta la formazione integrativa, e comunque va verificato che non sia scaduto nel periodo di assenza.
Il preposto ha fatto l’aggiornamento quinquennale nel 2024: quando tocca il prossimo con la regola dei due anni?
La periodicità biennale è prevista dalla legge dal 2021 e resa operativa dall’Accordo 2025. Il consiglio prudente è programmare il prossimo aggiornamento entro due anni dall’ultimo attestato, verificando il testo aggiornato dell’Accordo per i casi di transizione.
Le 6 ore di aggiornamento lavoratori si possono fare online in una sola giornata?
Sì, l’e-learning è ammesso per l’aggiornamento e la piattaforma traccia i tempi di fruizione.
Gli aggiornamenti disponibili
- Aggiornamento lavoratori, preposti e dirigenti
- Aggiornamento datore di lavoro RSPP e RSPP e ASPP
- Aggiornamento RLS, antincendio e primo soccorso
- Aggiornamento abilitazioni attrezzature
- Aggiornamenti HACCP
Se invece devi ancora capire quali corsi spettano a chi, riparti dalla guida sui corsi che servono in azienda, ruolo per ruolo.



