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Testo Unico sicurezza (D.Lgs. 81/08): cosa deve esserci in azienda

Il nome Tutto626 viene dal D.Lgs. 626/1994, la legge che per prima ha portato nelle aziende italiane la valutazione dei rischi. Nel 2008 quel decreto è stato assorbito dal D.Lgs. 81/2008, il Testo Unico che oggi regola la salute e la sicurezza sul lavoro. Invece di raccontarlo articolo per articolo, questa guida lo legge come lo legge un ispettore: come una lista di cose che devono esserci in azienda, con i riferimenti normativi e gli errori che vediamo più spesso.

La logica del decreto in tre verbi

Il Testo Unico chiede al datore di lavoro tre cose, in quest’ordine: valutare i rischi presenti (art. 17 e 28-29), organizzare la prevenzione nominando le persone giuste e dotando l’azienda di attrezzature e protezioni adeguate (art. 18, 31-34, 43-46, 71), formare chi lavora (art. 36-37). Tutto il resto, dai cantieri agli agenti chimici, è un’applicazione di questi tre verbi a rischi particolari. Il decreto si applica a ogni azienda con almeno un lavoratore, in qualunque settore, comprese le attività con soci lavoratori, stagisti e apprendisti.

La checklist: documenti e nomine che devono esserci

Cosa Articoli Chi lo predispone Quando si rivede
DVR (documento di valutazione dei rischi) 17, 28, 29 Datore di lavoro con RSPP e medico competente, consultando il RLS A ogni modifica significativa di processo, organizzazione, attrezzature; dopo infortuni rilevanti
Nomina del RSPP o assunzione del ruolo da parte del datore di lavoro 17, 31-34 Datore di lavoro A ogni cambio di persona
Designazione addetti emergenze (antincendio, primo soccorso) 18, 43-46 Datore di lavoro Quando cambiano persone, turni o sedi
Individuazione scritta dei preposti 18, 19 Datore di lavoro A ogni cambio organizzativo
Elezione del RLS 47-50 Lavoratori (verbale conservato dall’azienda) Secondo il mandato; in mancanza, RLS territoriale
Attestati di formazione e registro 36, 37 Datore di lavoro Vedi la guida sulle scadenze
DUVRI 26 Committente A ogni appalto o contratto d’opera in azienda
POS 89, 96 Impresa esecutrice A ogni cantiere
Attrezzature: libretti, manutenzioni, verifiche periodiche 71-73 Datore di lavoro Secondo il manuale e l’Allegato VII

I modelli e i servizi per questi documenti sono nella sezione Documenti del negozio: DVR, DUVRI, POS, valutazioni specifiche e documenti HACCP.

Lo stesso decreto, tre aziende diverse

In ufficio

I rischi sono pochi ma non assenti: videoterminali, posture, stress lavoro-correlato (che l’art. 28 richiede espressamente di valutare), incendio, primo soccorso. La sorveglianza sanitaria scatta per chi usa il videoterminale oltre le soglie previste. L’errore tipico è pensare che “in ufficio non serve niente”: servono DVR, RSPP, addetti alle emergenze, formazione.

In officina

Entrano in gioco il Titolo III sulle attrezzature (marcatura, manutenzione, verifiche, addestramento), il rumore, le vibrazioni, gli agenti chimici, la movimentazione dei carichi, i dispositivi di protezione individuale. Il medico competente è quasi sempre necessario. L’errore tipico: macchine modificate in casa senza aggiornare la valutazione, e libretti d’uso che nessuno sa dove siano.

In cantiere

Vale il Titolo IV: il committente nomina i coordinatori quando ci sono più imprese, il coordinatore redige il piano di sicurezza e coordinamento, ogni impresa il proprio POS. Il preposto di cantiere vigila sui comportamenti. L’errore tipico: POS copiato da un cantiere precedente, con nominativi e lavorazioni che non corrispondono.

Come si svolge un controllo

La vigilanza spetta principalmente alle ASL e all’Ispettorato del lavoro. Nella pratica l’ispettore parte dal DVR e dall’organigramma, poi verifica che a ogni ruolo corrispondano nomina e formazione, e infine passa in reparto a confrontare la carta con la realtà: le macchine descritte esistono, le protezioni ci sono, i lavoratori sanno chi è l’addetto antincendio. Se trova violazioni emette una prescrizione con un termine per mettersi in regola; le sanzioni sono quelle previste dal Titolo I del decreto, differenziate per datore di lavoro, dirigenti, preposti e lavoratori. Per gli importi conviene sempre consultare il testo vigente, perché vengono rivalutati nel tempo.

Gli errori che emergono più spesso

  • DVR “fotocopia”, identico a quello di un’altra azienda del consulente, con rischi che non esistono e rischi reali dimenticati.
  • DVR senza data certa o senza le firme di RSPP, medico competente e RLS.
  • DUVRI mai redatto per le imprese di pulizia o manutenzione che lavorano stabilmente in azienda.
  • Preposti individuati solo a voce e addetti alle emergenze non più in forza.
  • Verifiche periodiche delle attrezzature (carrelli, PLE, apparecchi di sollevamento) scadute o mai richieste.
  • Formazione fatta ma mai raccolta in un registro, così in ispezione non si trova nulla.

La formazione dentro il decreto

Gli articoli 36 e 37 sono il punto di contatto tra il Testo Unico e i corsi. L’art. 36 riguarda l’informazione (rischi, misure, procedure di emergenza), l’art. 37 la formazione e l’addestramento pratico, con durate fissate dagli Accordi Stato-Regioni. Quali corsi servono a chi lo spieghiamo nella guida Formazione sulla sicurezza in azienda: quali corsi servono, ruolo per ruolo; come funzionano gli Accordi nella guida pratica sull’Accordo Stato-Regioni; quando rinnovare tutto nella guida su scadenze e aggiornamenti degli attestati.

Domande frequenti

Il DVR va depositato o inviato a qualche ente?

No. Va custodito in azienda, presso l’unità produttiva a cui si riferisce, e mostrato agli organi di vigilanza su richiesta. Deve avere una data certa o attestata dalle firme di chi ha partecipato alla sua stesura.

Ho due sedi: serve un DVR per ciascuna?

La valutazione riguarda ogni unità produttiva con i suoi rischi. Si può redigere un unico documento con sezioni distinte per sede, purché ogni sede abbia a disposizione la parte che la riguarda.

L’impresa familiare senza dipendenti deve avere il DVR?

Ai componenti dell’impresa familiare e ai lavoratori autonomi si applica l’articolo 21, che prevede obblighi ridotti (attrezzature conformi, DPI, tessera di riconoscimento nei cantieri) e non richiede il DVR. Con il primo lavoratore subordinato scattano gli obblighi pieni.

Il preposto rischia sanzioni personali?

Sì. Il decreto prevede sanzioni specifiche per il preposto che non vigila o non segnala le situazioni pericolose, così come per i lavoratori che non rispettano le disposizioni. Per questo il corso da preposto non è una formalità.

Corsi e documenti collegati

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